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IND132961 The naval battle of Lepanto between the Holy League and the Turks in 1571 (oil on canvas) (detail) by Brugada, Antonio de (d.1863); Museu Maritim Atarazanas, Barcelona, Catalunya, Spain; Index; Spanish,  out of copyright

IND132961 The naval battle of Lepanto between the Holy League and the Turks in 1571 (oil on canvas) (detail) by Brugada, Antonio de (d.1863); Museu Maritim Atarazanas, Barcelona, Catalunya, Spain; Index; Spanish, out of copyright

La battaglia di Lepanto

Forse saremo costretti a combatterla di nuovo, ma ci sarà qualcun altro al posto del Papa?

Il sette di Ottobre del 1571 si combatté nelle acque greche di Lepanto la grande battaglia navale che avrebbe fermato l’espansione dell’impero Ottomano verso L’Europa.
Dopo la conquista di Cipro da parte dei turchi, che si era conclusa con il massacro della guarnigione veneziana e …

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L’articolo di Roberto Segatori sulla condizione sanitaria in Umbria.

Ricordiamo con Segatori che la Sanità è il settore più importante e cospicuo in termini di denaro e potere che lo Stato ha attribuito alle Regioni. E dunque lo scontro tra la presidente Marini e l’Assessore Barberini, terminato con la dimissione di quest’ultimo, è nelle cose della politica.
E diventa quasi ozioso ragionare su chi è conservatore o chi progressista, sul merito delle persone messe a capo delle ASL e delle Aziende, sulla loro appartenenza organica o meno al potere costituito.
Non che non sarebbe auspicabile una massima trasparenza in un …

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                                                            FEDE E RAGIONE

Rette parallele che non s’incontreranno mai, oppure, secondo la geometria non euclidea di Riemann, o il pensiero politico di Moro, convergono, e alla fine saranno destinate a incontrarsi.
E’ che parlare di fede e ragione è poi parlare di conoscenza.
L’aspirazione dell’uomo a conoscere rappresenta a un tempo uno straordinario talento, ma anche una condanna.
Perché lo priva della beata incoscienza degli animali e delle cose, che hanno una loro esistenza sulla quale non si fanno domande.
L’uomo invece si fa domande e per vivere meglio usa la ragione che gli serve per sopravvivere, per andare avanti, …

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Il valore della testimonianza

Testimoniare è raccontare di sé agli altri e prima di tutto a se stessi.
Ci raccontiamo attraverso una storia accaduta, che ci ha coinvolto, ci ha procurato dolore o felicità, comunque sentimenti forti.
Testimoniare è anche impedire al pudore o alla voglia di non esporsi, di nascondere la verità. Testimoniare talvolta è aprire uno squarcio sul velo che copre quel fondo di mortificazione e dolore, nascosto dietro un’apparenza di normalità.
Evitare di guardare giova al quieto vivere, ma toglie possibilità di modificare quello che non va, se non va, in noi e nella società.
Cimentarsi in …

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I vecchi e le case cadenti dei contadini in Umbria.

L’altro giorno passando sul lungo rettifilo che dalla stazione di Nocera scalo porta ai tornanti che raggiungono Nocera alta, ho rivisto quel grande casolare, a destra della strada, sopra il fiume Topino, e di fianco alle imponenti sostruzioni romane della Flaminia.
Tutto intorno, un ponteggio su cui carpentieri e muratori lavoravano in un’opera di restauro, meritoria.
Per anni la casa era andata progressivamente in rovina; crollato il tetto, avevano ceduto anche parte dei muri perimetrali.
L’abitavano due anziani contadini, sposi da tempo immemore.
Una volta c’erano stati anche dei figli, …

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Il progetto

La cultura occidentale contemporanea mutua dal modello americano una prassi del fare che, in ogni attività o lavoro o ricerca o acquisizione, risponde alla filosofia del progetto.
Conseguenza di una logica della frammentazione, e della specializzazione, estranea al
nostro percorso storico-culturale.
Infatti in Europa e specificatamente in Italia, la formazione che s’impartiva nell’epoca classica e poi medioevale, sino a quella che ha dominato la scuola per tutto il secolo scorso, privilegiava lo “studium generale”, espressione che ancora accompagna il logo di molte università.
Si formava pertanto, prima l’uomo, e poi il tecnico, il medico, l’ingegnere, e tutto il …

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l'altra nocera 

Ultima domenica d’agosto, di un’estate bizzarra e imprevedibile, buona per anziani disincantati senza sogni di spiagge e feste, temporale quasi tropicale con brusca diminuzione della temperatura, aria che sa di autunno, gli umani zuppi di pioggia alla ricerca d’improbabili ripari.

Dalla sommità di Nocera, acropoli fuori tempo, le nuvole nere cariche di pioggia diradano d’improvviso e un sole di nuovo prepotente illumina un gruppo di persone nello spazio non ancora pavimentato davanti al seminario, vicino alla cattedrale, sopra il municipio, sotto la torre dei misfatti.

E’ stato restaurato tutto dopo il terremoto, si respira un’aria di nuovo, di fresco, …

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Non ancora terminata la nuova strada “Valle del Chienti”, è iniziato il cantiere della tangenziale nord.

L’impatto ambientale dei lavori è dirompente.

Cancellate storie di secoli vissute nelle case dei paesi abbandonati che le mura ancora raccontano, scomparsa la memoria dei viaggiatori del “Gran Tour” ammaliati dalla bellezza della montagna e della pianura umbra sottostante, con il limitare di Spoleto da un lato e di Perugia dall’altro.

Il nastro d’asfalto s’immerge in gallerie che perforano il ventre delle montagne, per poi riapparire come una ferita nel bosco abbattuto o su grandi viadotti che di nuovo si affondano come …

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Il tossico barcollante a Trastevere

 

La festa “de noaltri” è relegata a folklore, non più plebs frumentaria e circense, né bulli pasoliniani o fusti delle improbabili spiagge teverine. Scomparsi, via, ormai imborghesiti in comode case della periferia o dissolti nelle mutazioni antropologiche della modernità.

Trattorie finte, ristoranti, birrerie, cineserie, McDonald’s, nei piani bassi delle case, al posto di pizzicagnoli, falegnami, fabbri, barbierie.

Flussi ininterrotti di umani impacchettati, in vestiti colorati, dietro conduttori ombrellati, vocianti, fotografanti tutto, distrutti in questo vagare infinito nelle strade e nelle piazze imbrattate di false ricchezze. Metabolismi distrutti da venefiche pietanze, dietro il sorriso ebete …

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A metà di Corso Cavour, la via principale della città, davanti un edificio con porticato, che fu ospedale nei secoli passati, poi scuola elementare, ora ufficio comunale dell’urbanistica.

Il Gran Caffè Sassovivo.

Nel Novecento, ritrovo della buona società, frequentato anche dalle signore, per il tè del pomeriggio. In estate, anche fuori, sui tavolini del loggiato antistante.

Poltroncine in legno e cuoio, Il gioco degli scacchi, la grande specchiera liberty dietro l’enorme bancone in marmo e alluminio.

Da una porta, in fondo al locale, si entrava nell’ampia sala dei biliardi.

Aspiranti professionisti, giocatori per denaro, o più semplicemente …

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