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                La quercia resuscitata

 

Era campagna ubertosa, terra grassa, dalle mura della città sino al profilo dei monti Martani, oltre le colline di Montefalco e Bettona.                                   Chilometri di campagna interrotta graziosamente da agglomerati urbani non ancora paesi: Sterpete, Borroni, Scafali, Budino…….                                                                                               E poi Bevagna e Cannara, già paesi con dignità di città.                                                                                                     Campagna, una volta lago preistorico bonificato dal tempo e dal lavoro degli uomini, e una strada nobile e antica che l’attraversava, la consolare Flaminia, ancora oggi sopraelevata a ricordo dell’acquitrinio che i romani trovarono nella sua costruzione.                                                                                                                                              Così da sempre sino a pochi anni fa, quando decisero che per

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A mia madre

Sono qui,           

in questa stanza buia e angusta,             

all’ombra del Pantheon.                   

Non c’è più niente che mi tenga ancora in questi luoghi.   

Ma, guardando oltre la parete, con gli occhi del cuore,                    

vedo le due finestre non lontane di via dei Pastini.                 

Lì,  tu, con il babbo e Tarquinio,                           

vivesti una breve stagione,               

io ancora nella mente di Dio.                           

Poi io e te da soli,                               

altrove,                 

nella grande casa della nostra vita.                

Tu china sulla macchina da cucire,                             

io sui libri e le carte.             

Ora solo, tengo viva la memoria nell’ufficio di sempre,                

del leggere e raccontare.                        

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Il segno della croce                                           

 

Distesa sul letto operatorio,      le luci accese sul tuo corpo nudo ,     magro di antica povertà ,     fili e tubi si distaccano dal corpo,     suoni meccanici alternanti.        Serena di trascendenti  certezze,   aspetti il sonno artificiale incipiente.            Poi improvviso il pensiero:  non c’era stato tempo per il segno della croce,     da sempre compagno dei giorni della vita.     Il chirurgo ha udito il mormorio sommesso,      ha posto la mano guantata su di te,        dalla fronte, al  cuore, alle spalle.     Tu hai sorriso, e  hai chiuso gli occhi.      Dopo,        cambiati i guanti,      ha iniziato il suo lavoro.

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Nel 1453 il sultano Maometto II cinge d’assedio Costantinopoli con un esercito forte  di 80000 o 160.000 uomini secondo diverse fonti.       Nella città  c’è l’imperatore Costantino XI  Paleologo con  7000 uomini tra cui veneziani, genovesi, catalani e turchi trasfughi.       Il contingente genovese è guidato da Giovanni Giustiniani Longo, amico personale dell’imperatore che lo mette a capo di tutto l’apparato difensivo.   Secondo alcune fonti si tratterebbe di un personaggio ambiguo, al pari della comunità genovese che vive nel quartiere raccolto sotto la torre di Galata.               Si suppone che

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La ragazza piangente    

 

Al semaforo di ponte Garibaldi,

scatta il verde,

passiamo davanti a macchine ruggenti,

smaniose di spiaccicarci a terra ,

rombanti di schiumosa impazienza.

Nella tregua armata, veloci passiamo.

Da lì, sopra le acque limacciose del Tevere esausto.

 

Mi cammini accanto inconsapevole,

persa nelle parole che corrono lungo fili bianchi,

dal coso nelle mani alla rocca petrosa.

Turbata, disperata, rispondi con lacrime silenziose.

 

Fermi al semaforo di là, prima di affrontare il nuovo varco infame,

ti sorrido e con gli occhi asciugo il tuo viso,

le mie labbra ormai lontane ti  sussurrano una promessa.

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Identità e crisi della civiltà occidentale

      

 

La civiltà occidentale ha grandi colpe, come qualsiasi civiltà umana. Ha violato continenti e religioni, ha scatenato e subito guerre, genocidi e persecuzioni, ma da 2mila 500 anni ha la capacità, da quando gli orafi greci lavoravano per gli sciti , di accogliere le tradizioni, i miti, le religioni, gli esseri umani. Non solo accoglienza, anche insegnamento  e apprendimento dagli altri e poi come in una sorta di crogiolo la capacità di rimescolare tutto, di creare novità che si impongono nella realtà storica. Tutto Il mondo diventò ed ancora è romano  e quest’anima

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Gli Spallone erano una famiglia di medici ed erano comunisti , comunisti ortodossi legati ai vertici del Partito , diventati nel tempo medici curanti dei pezzi grossi dello stesso. Primo dopoguerra, naturalmente partigiani durante questa, uno di loro andò a fare l’operario nella Iuguslavia di Tito, a costruire ferrovie, contributo alla costruzione dello stato socialista che aveva sperato di esportare il socialismo anche in Italia se non fosse stato per gli inglesi di Churchil , non per gli americani che avevano concesso tutto a Stalin o per dabbenaggine  o per calcolo. Forse per assestare un colpo definitivo

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Nel pensiero occidentale ci fu l’era del Mito e delle Religioni Politeistiche, poi l’era  del Cristianesimo, infine quella della Ragione. Rappresentazione questa, cara alla cultura razionalista di matrice illuministica, giacobina prima,  marxista poi.     Il mito quale lettura della realtà con rappresentazioni magiche e oniriche.  Miti dunque, animati da eroi e dei, che governano il mondo dell’uomo, sottoposto a forze che lo sovrastano e lo determinano.  Il fato unica certezza dei greci e l’epos della sua accettazione, somma virtù.  E in questo la cultura greca propone

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LA CASA CANTONIERA DI SCHEGGIA

Le colonne d’ercole le ho attraversate, ma più e più volte mi sono ritratto per rifugiarmi nel mondo conosciuto dei padri.  Ogni volta sono passato davanti a quella casa cantoniera in cima al varco appenninico, metafora del limitare del mio paese da abbandonare e dove tornare per ritrovarmi.  Sta  lì chiusa ,disabitata , ma ben tenuta a differenza di tutte le altre, abbandonate e cadenti . No, quella no, fa bella mostra di sé con il rosso assoluto dell’intonaco murale e la scritta su fondo bianco a caratteri neri,ormai desueti a giustificare la sua esistenza.

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Comunismo, utopia, e ztl

La dottrina di Marx servì a smascherare soprusi millenari di pochi privilegiati sulle masse di contadini , operai, in una parola proletari, così definiti perché l’unica loro ricchezza  erano  i figli, vale a dire più braccia da lavoro per il sostentamento della famiglia.   Solo che quelle braccia servivano anche per mantenere i privilegi dei pochi, o peggio ad imbracciare fucili,  per andare a morire nelle continue guerre che i signori ingaggiavano tra di loro.      E una volta smascherata la realtà dell’organizzazione sociale, la dottrina  dette una coscienza al popolo, che

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